Nato a Napoli, nel quartiere del Vomero, nel 1958, Rosario Tessier viene da una famiglia grande, di 14 fratelli. La passione per la cucina ha avuto origine in casa: nei fine settimana suo padre cucinava frutti di mare, coniglio e pollo alla cacciatora. Nel 1972, il ragazzo di 14 anni, studente di ragioneria, ha iniziato a lavare piatti in un ristorante vicino a casa sua per contribuire al bilancio familiare. Sette anni dopo, è partito per Rimini, dove è rimasto quattro anni. Ma la città è diventata piccola per lui, e Rosario ha cominciato a viaggiare per altre destinazioni, come Ravenna, Reggio Emilia, Cesenatico, Milano. Poi è stata l’Italia a diventare piccola per la sete di conoscenza e di nuove esperienze dello chef. È partito, allora, per la Svizzera e, subito dopo, per l’Inghilterra e la Spagna.
In Brasile è arrivato all’inizio degli anni 90. Ha lavorato, prima, a Rio de Janeiro con un amico d’infanzia che aveva appena aperto un ristorante. Alla sua chiusura, è rimasto a lavorare all’Hotel Sheraton fino al 1993, quando ha fatto di nuovo le valigie ed è sbarcato a Brasília. Il suo percorso nella capitale federale è iniziato al Gaff, al Gilberto Salomão. È continuato alla Bocca della Verità e alla Partenopea. È stato consulente de I Maestri, dell’amico Rodrigo Sanchez, fino a quando ha deciso di realizzare l’antico sogno di aprire il “suo” ristorante.
Per Rosario, la conoscenza degli ingredienti è fondamentale per una buona gastronomia, “Noi chefs di cucina dobbiamo avere il palato affinato. Quando creiamo un piatto, nel pensiero sappiamo già gli aromi e i sapori di tutti gli ingredienti. Dall’odore io so già se il cibo è giusto di sale”, dice lui.
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